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Luoghi ed itinerari
Dell'antico monastero rimangono tuttora alcuni elementi degni di attenzione e considerazione.
Il chiostro, con l'antistante cortiletto della foresteria, in parte ancora visibile la chiesa, trasformata purtroppo in stalla e fienile, conserva ancora buona parte delle linee architettoniche interne. Non sono più rintracciatili avanzi di affreschi e ornamentazioni.
La torre, che nella forma attuale risale ai primi anni del 1800. Dall'analìsi interna ed esterna e dalla sua posizione, non corrisponde al campanile della chiesa del monastero, che pure esisteva, ma in forma molto ridotta ed in posizione dislocata, come appare da una carta topografica del inizio del secolo XVII.
La parte meridionale, che é la parte meno antica del monastero, risalente al secolo XVII. Dopo essere stata adibita a vari usi (abitazione, filanda, collegio, villa privata e poi ancora collegio), nel 1974 è stata acquistata dalla Amministrazione Comunale che, dopo averla ristrutturata, vi ha trasferito i propri uffici. Degni di nota, in questa parte, sono: il colonnato (sec. XVII), il salone delle feste (sec. XIX), ora adibito a sala consiliare, il soffitto a crociera (sec. XV) parzialmente visibile negli uffíci a piano terra.
Resti di abitazioni secentesche sono visibili in varie parti del paese. Nella parte alta, nel 1615, i nobili Giussani di Lambrugo edificarono una chiesa dedicata a S. Carlo, ora trasformata in salone. Non é da confondere, come avviene troppo spesso, con la chiesetta di S. Pietro che esisteva alla frazione Tarotta, di cui, da alcuni decenni, non rimane più traccia. Nel 1910, dopo che Lambrugo era divenuta parrocchia autonoma staccandosi da Lurago (1902), venne consacrata la nuova chiesa dedicata a S. Carlo. Questa grande e maestosa chiesa, a tre navate di pari altezza, contiene molti affreschi del pittore milanese Enrico Volonterio e numerose ornamentazioni del decoratore Primo Busnelli di Meda, oltre a un magnifico bassorilievo marmoreo, rappresentante la Deposizione, proveniente dall'antico monastero, che si trova ora incastonato nel nuovo altare maggiore.
Nella piazzetta antistante il Municipio, si trova un piccolo monumento in memoria di Giorgio e Giancarlo Puecher, la cui famiglia possedeva in Lambrugo una villa. Sono due nobili figure della Resistenza: il primo è deceduto a Mauthausen ai primi di aprile del 1945, il secondo è stato fucilato a Erba dai fascisti nel dicembre del 1943 ed è sepolto nel cimitero di Lambrugo. Lambrugo, all'inizio del secolo scorso, divenne ambita località di villeggiatura; sorsero così alcune ville che, ristrutturate e in parte rimaneggiate, fanno ancora bella mostra di sè, dando un tocco di eleganza al paese. E' pure degno di una visita il percorso storico-naturalistico denominato "Ca' di lader" che si snoda nella parte nord del paese, partendo nei pressi della stazione ferroviaria e giungendo poi vicino al campo sportivo. Oltre a numerose bellezze naturali offre la visione di una caratteristica cava di macine da mulino, da tempo abbandonata.
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